RIMBAUD E VERLAINE: POETI ALL'INFERNO

 

 

Paul è un essere sottomesso, dibattuto tra l'amore che prova per la moglie e la passione dilaniante per il giovane amico.
Così il poeta parla dell'amante, rievocando i primi tempi della non dichiarata relazione:
"All'epoca relativamente lontana del nostro sodalizio, Arthur Rimbaud era un ragazzo tra i sedici e i diciassette anni, già in possesso di tutto il bagaglio poetico che il vero pubblico dovrebbe ormai conoscere (...). L'uomo era alto, ben fatto, quasi atletico, con un viso perfettamente ovale da angelo in esilio, i capelli castani sempre in disordine e gli occhi di un inquietante azzurro pallido. Ardennese, oltre a un piacevole accento provinciale, troppo presto perduto, possedeva il dono di una pronta assimilazione tipico di quel luogo, - il che potrebbe spiegare anche il rapido inaridirsi della sua vena poetica sotto l'insipido sole di Parigi, per parlare come i nostri padri, il cui linguaggio semplice e diretto, in fin dei conti, non era sbagliato!" (P. Verlaine, I poeti maledetti, La Spiga, Milano 1995).

Ciò che colpisce è la breve ma precisa descrizione della figura di Arthur, che nelle foto dell'epoca è spesso ritratto appunto con i capelli spettinati e gli occhi chiari.
Interessante è anche notare come Verlaine sia rimasto profondamente scosso dall'aspetto fisico del giovane Rimbaud: "inquietante" è infatti lo sguardo del fanciullo, che cambierà l'esistenza del grande poeta francese.
Agli inizi della relazione comunque le cose tra i due procedono bene: questi trascorrono gran parte del loro tempo assieme: frequentano il circolo dei poeti così detti "Zutistes", e collaborano alla stesura dell'album del gruppo.
La loro relazione è uno dei grandi scandali dell'epoca, e anche la vita familiare di Verlaine ne è turbata: vittima di maltrattamenti da parte del marito, spesso ubriaco, la moglie Mathilde finisce per scappare con il figlio.
A marzo il poeta promette di rompere con Rimbaud, e così la donna rientra a casa.
Deluso dal comportamento di Verlaine, che sembra preferire la vita di tranquillo padre di famiglia, il giovane amante sceglie di viaggiare in solitudine, ma prima di partire contatta Paul.
Convinto dalle parole di Arthur, Verlaine lo raggiunge e i due fuggono assieme a Bruxelles, nel luglio del 1872.
Pur di riportare il marito a casa, Mathilde lo raggiunge fino in Belgio, ma, rifiutata davanti alla stazione, ritorna a Parigi, dove chiede la separazione.